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Riders e IA: sentenza del Tribunale di Palermo sulla tutela dei diritti dei lavoratori nell'era digitale

2025-03-24 15:15

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Riders e IA: sentenza del Tribunale di Palermo sulla tutela dei diritti dei lavoratori nell'era digitale

La sentenza del Tribunale di Palermo, sezione lavoro, del 20 giugno 2023, ha affrontato un caso di rilevante interesse riguardante l'utilizzo degli algoritmi ne

Tribunale Palermo sez. lav., 20/06/2023

Il datore di lavoro è gravato dall'obbligo di fornire, in modo dettagliato e trasparente, informazioni concernenti l'utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati, ivi inclusi quelli basati su algoritmi di intelligenza artificiale, che incidono sul rapporto di lavoro. Tale obbligo si estende alla comunicazione degli scopi e delle finalità dei sistemi, della logica e del funzionamento degli algoritmi, delle categorie di dati e dei parametri principali utilizzati per la programmazione dei sistemi (inclusi quelli di IA e machine learning), con indicazione del relativo peso e interazione, delle misure di controllo adottate, del livello di accuratezza, robustezza e cybersicurezza, nonché degli impatti potenzialmente discriminatori delle metriche utilizzate. La sussistenza di tale obbligo permane anche successivamente all'entrata in vigore del D.L. n. 48/2023. [massima non ufficiale]

La sentenza del Tribunale di Palermo ha segnato un punto cruciale nella discussione sull'uso delle tecnologie digitali nel contesto lavorativo, con particolare attenzione al settore del food delivery. Sebbene la sentenza non faccia esplicito riferimento all'intelligenza artificiale, essa affronta direttamente la questione della trasparenza e dell'accesso alle informazioni relative agli algoritmi utilizzati dalle aziende.

Il Tribunale ha dichiarato antisindacale il comportamento di una multinazionale del food delivery che si era rifiutata di fornire ai sindacati le informazioni previste dai decreti Trasparenza e Lavoro. In particolare, la sentenza sottolinea il diritto dei sindacati di conoscere il funzionamento degli algoritmi impiegati dalle aziende, soprattutto quelli che influenzano aspetti cruciali del rapporto di lavoro, come l'assunzione, l'assegnazione di compiti e la valutazione delle prestazioni.

Questo diritto deriva dall'articolo 1 bis del D.lgs. 152/1997, come modificato dal D.lgs. 104/2022, che impone ai datori di lavoro l'obbligo di informare non solo i lavoratori, ma anche le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative, sull'utilizzo di tali sistemi automatizzati.

La sentenza chiarisce che il rifiuto di fornire tali informazioni alle organizzazioni sindacali costituisce una condotta antisindacale. L'omissione delle informazioni richieste dal sindacato è considerata dalla legge come un ostacolo all'esercizio dell'attività sindacale, impedendo o limitando la capacità del sindacato di interloquire efficacemente con lavoratori e datori di lavoro.

In sintesi, anche se la sentenza non menziona direttamente l'intelligenza artificiale (perché parla di algoritmi), essa stabilisce un principio fondamentale: il diritto dei sindacati di accedere alle informazioni sugli algoritmi utilizzati dalle aziende è essenziale per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire la trasparenza nell'era dell'automazione.

E' bene sapere che un algoritmo è un componente fondamentale dell'intelligenza artificiale (IA), ma non sono esattamente la stessa cosa.  Pensa agli algoritmi come ai "mattoni" che costituiscono le fondamenta dell'IA. Senza di essi, l'IA non sarebbe in grado di funzionare.  Nell'IA, questi algoritmi diventano particolarmente sofisticati, consentendo alle macchine di apprendere dai dati e di prendere decisioni.



Foto
 di: Khaled Hossain

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